UDINE – È il giorno di Igor Tudor in casa Udinese. 24 ore dopo l’esonero di Davide Nicola, il club friulano presenta il nuovo tecnico. Si tratta di un ritorno, l’ex giocatore della Juve già nella passata stagione fu chiamato dal club bianconero, arrivò al posto di Oddo e conquistò la salvezza. La storia si ripete quest’anno, l’obiettivo è lo stesso: restare in A. L’Udinese ha un solo punto di vantaggio sul Bologna terzultimo ma l’allenatore croato dispensa fiducia: “Farò di tutto per non deludere la società e sono sicuro che faremo bene, a patto di remare tutti dalla stessa parte”.

”La sosta non aiuta”

“La sosta non aiuta, siamo senza 10-11 giocatori che torneranno giovedì prossimo, giocheremo sabato, martedì e di nuovo sabato e questa è la cosa che mi preoccupa di più – ammette Tudor -. La situazione non è facile, ma dobbiamo vivere ogni momento come una sfida e dare sempre il 100%, tutti devono mettere le proprie qualità al servizio della squadra e dare il massimo. Il mio compito è difficile, fa parte del nostro mestiere, lo è anche per il tecnico che guida la prima della classe. Io devo dare un’impronta precisa al gioco della squadra e una nuova mentalità. Aggiungo che dalla mia prima esperienza a Udine ho imparato qualcosa, anzi nella vita non si finisce mai di apprendere, ma bisogna farlo in fratta altrimenti sono guai. Quell’esperienza mi dovrebbe aiutare in questo compito”.

”Un anno fa situazione più grave”

“Credo nella salvezza della squadra e la mia ricetta è la stessa del recente passato, dare qualche scappellotto a chi lo merita e offrire amore a chi si comporta come piace a me. È compito mio far crescere gara dopo gara l’Udinese – ha detto ancora Tudor -, ci attendono dieci incontri, più quello da recuperare con la Lazio, in cui dovremo gioco forza conquistare quei punti che ci serviranno per porci in salvo. Se faccio un paragone rispetto all’anno scorso, le difficoltà ci sono ovvio, ma meno gravi: nel campionato passato mi accorsi che la squadra doveva essere generata soprattutto mentalmente, ci sono riuscito anche se il tempo stava stringendo”.

Pradè e l’elettroshock Tudor

Daniele Pradè, responsabile dell’area tecnica, si dice dispiaciuto per Nicola “ma è il momento di capire che bisogna essere concentrati per arrivare alla salvezza. Ci serviva un elettroshock e quindi cambiare. Abbiamo davanti undici finali, serviva un allenatore con caratteristiche forti dal punto di vista del temperamento, con esperienza internazionale in piazze calde. A Tudor chiedo di cambiare mentalità e testa alla squadra”. Ha parlato anche il dg Franco Collavino: “Comandano la classifica e i punti, non contano ipotesi e attenuanti, ma i fatti – ha spiegato -. Alla ripresa ci aspettano 5 partite in due settimane, Tudor conosce la squadra, la società, l’ambiente e ha le qualità tecniche e caratteriali per raggiungere la salvezza”.

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