VENEZIA. La città di Venezia ha inviato una nuova lista di ‘cose fatte’ all’Unesco per non entrare in black list, pericolosa anticamera dell’espulsione dal riconoscimento di Patrimonio mondiale. Una deriva che rischia ormai da alcuni anni, e per la quale era stata rimandata con compiti a casa da svolgere meticolosamente per tutelare la città evitando la black list. I nodi però stanno per arrivare al pettine: la commissione Unesco nei prossimi giorni dovrebbe esprimersi rispetto alla posizione del capoluogo lagunare, è c’è il rischio che non conceda un nuovo rinvio per completare le prescrizioni.
 
“Se Venezia finisce nella blacklist dell’Unesco, e spero non accada, la colpa è solo del ministro Toninelli che sulle Grandi navi da crociera ha ascoltato certe associazioni ma non la città, mancandole di rispetto”, ha detto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, illustrando la lettera con l’Atto di indirizzo che stava per inviare all’Unesco con i compiti portati a termine: attenzione all’ambiente, alla sicurezza, alla residenzialità ma anche i primi tentativi per regolare i flussi turistici.

L’inserimento di “Venezia e la sua laguna” nella “danger list” dell’Unesco, specifica l’Atto di indirizzo, “sarebbe una responsabilità oggettivamente da attribuirsi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui andrebbe imputato anche il rilevante danno di immagine dell’intera comunità veneziana, nella sua più ampia accezione metropolitana che, peraltro, sta mettendo in atto interventi concreti di sostenibilità e tutela del sito”. “Con il Ministro Toninelli – dice Brugnaro – non riusciamo a dialogare. E’ incredibile che abbia voluto incontrare i comitati e non il sindaco, eletto dai cittadini. La laguna va protetta tenendo viva l’economia della città”.
 
La lista delle cose fatte parte dagli autobus in servizio al Lido, che dal 2020 funzioneranno solo a propulsione elettrica mentre i vaporetti andranno tutti a bio-disel. Per la sicurezza è stato aumentato il numero degli agenti della polizia locale, con una nuova sala controllo, e introdotti i Daspo urbani. Ancora, c’è l’attenzione al decoro e l’aver mantenuto l’ospedale Civile in classe ‘uno’.
 
Per la residenzialità, ha aggiunto Brugnaro, sono state recuperate e restaurate tutte le case di proprietà del Comune che stanno andando a bando, favorendo giovani coppie con bambini. Ma è stata anche ridisegnata la mappa dei posti barca e del parcheggio comunale con spazi sicuri per le biciclette. Sul fronte del turismo sono stati sperimentati i ‘tornelli’, redistribuiti gli accessi in città, e implementato un sistema di informazioni per evitare ‘assalti’ nei giorni già caldi dell’anno. E c’è l’introduzione del ‘contributo di accesso’, la tassa di sbarco in realtà appena rinviata al prossimo gennaio, per evitare il turismo mordi e fuggi.
 
Ma, spiega il sindaco Brugnaro, resta un bel problema da risolvere: il ministro Toninelli. “Il rischio zero non esiste, quello che c’è va controllato e gestito. Non si può vivere di soli ‘no’, ho chiesto all’Unesco di intervenire su Toninelli. La soluzione valida per spostare le grandi navi dal bacino San Marco e dal canale della Giudecca resta quella fatta propria dal Comitatone nel 2017 con il nuovo porto a Marghera da raggiungere attraverso la bocca di porto del Lido e il canale dei Petroli, e in subordine per le navi di minor stazza l’attuale Marittima, attraverso l’adeguamento del canale Vittorio Emanuele”.


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