ROMA – Dino Giarrusso lascia anche il ministero dell’Istruzione. L’ex Iena, già sconfitto alle politiche del 4 marzo, ora abbandona il ruolo di segretario particolare del viceministro Lorenzo Fioramonti per candidarsi – con il Movimento 5 Stelle – alle elezioni europee del prossimo 26 maggio.

Dino Giarrusso, con fragore lo scorso 4 settembre fu nominato da Fioramonti – sempre via Facebook – responsabile “del nostro osservatorio sui concorsi negli atenei e negli enti di ricerca”. La Malauniversità, ecco, questione cogente e irrisolta del sistema dell’alta formazione italiana. L’osservatorio pubblico, vista l’opposizione silenziosa e costante del ministro Marco Bussetti, è stato presto derubricato a consulenza part-time, ma Fioramonti ha continuato a incontrare presunte vittime di bandi cuciti su misura e associazioni per la trasparenza e il merito dispensando promesse, annunciando lettere di censura agli atenei. In sette mesi di attività, tuttavia, risultati non se ne sono visti.
 
Vittime e associazioni hanno iniziato a lamentarsi dell’inedia, ad alzare il tiro sui social: “Ma che fa Dino Giarrusso?”. L’Osservatorio (questo indipendente) sui concorsi universitari ha chiesto un vero e proprio report sull’attività dell’incursore delle Iene e la richiesta è planata. con una mail, sul videoforum di “Repubblica” con il ministro dell’Istruzione e dell’Università. Marco Bussetti ha candidamente affermato, rispondendo: “Devo ammettere che non so dell’ufficio di Giarrusso, andrò a informarmi e ve lo farò sapere. Su quelle materie ho delegato Fioramonti”.  

Il viceministro, chiamato in causa per l’ennesimo insuccesso della sua amministrazione universitaria ha postato una lunga spiegazione sul suo profilo in cui ha ricordato che l’ufficio di Dino Giarrusso ha creato un’apposita casella di posta elettronica per le segnalazioni dei concorsi contestati, casella che “in pochi giorni è stata letteralmente inondata”. Quindi ha confermato che i bandi sotto esame sono figli “di un malcostume minoritario ma ancora troppo diffuso” e “di norme che generano confusione”. E’ passato, allora, a giustificare la lentezza del processo: “L’attività di studio e valutazione delle singole pratiche è stata, in molti casi, estremamente complessa e continua a richiedere molto tempo e approfondite analisi”. Molto tempo e approfondite analisi. “Ogni messaggio ha infatti un formato diverso, le informazioni talvolta sono parziali o si sovrappongono con le comunicazioni inviate direttamente alla Direzione generale e all’Ufficio per le relazioni con il pubblico del ministero. Abbiamo risposto a varie centinaia di mail, ma molte restano ancora da evadere”.

Ancora Fioramonti: “La complessità del compito affrontato in questi primi mesi di sperimentazione ci ha spinti a immaginare una procedura standard che sia quanto più possibile rapida ed efficace. A breve verrà prodotto un documento precompilato che accompagni ciascuna segnalazione (così da facilitare ai segnalatori la sintesi dei singoli casi e allo staff l’analisi di quanto esposto) e un documento standard per la richiesta di accesso agli atti riguardanti lo stato delle segnalazioni stesse”. Il problema, ecco, è il format delle mail. Conclude: “Già nei prossimi giorni avremo una persona in comando presso il ministero dedicata esclusivamente a questo compito. Poi, entro la fine dell’anno, in occasione del piano di riorganizzazione del Miur, verrà istituito un ufficio preposto all’interno della Direzione generale competente. Questo era proprio l’obiettivo che ci eravamo prefissati all’inizio del percorso: attivare presso il ministero un vero e proprio ufficio di ricezione e consulenza, che svolga questa attività in modo regolare e istituzionale”. L’ufficio Giarrusso passerà – senza Giarrusso – dalle dirette dipendenze di Fioramonti al controllo di Giuseppe Valditara, capo Dipartimento università che all’interno della riforma che sta portando avanti mai ha fatto cenno agli scandali concorsuali.

Giambattista Scirè, motore di Trasparenza e merito nonché ricercatore in contrasto con l’Università di Catania per un concorso a tempo indeterminato replica a nome dell’associazione: “Ma che, ci state prendendo in giro?”.

 


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