MENO tutele per le specie a rischio. Il presidente Usa Donald Trump cede alle pressioni delle industrie energetica e immobiliare e allenta le tutele per gli animali a rischio di estinzione, rivedendo i paletti dell’Endagered Species Act. Le modifiche non riguarderanno gli animali considerati già ora a rischio di estinzione, come gli orsi polari o le orche, ma avranno effetto su come il governo gestirà il programma andando avanti.

In base alle nuove linee guida, le specie bollate come a rischio di estinzione per la prima volta non avranno più accesso immediatamente alle tutele previste e applicate. La modifica maggiore riguarda però l’abolizione delle considerazioni economiche nel decidere se una specie va protetta o meno. La decisione annunciata dall’Interior Department’s U.S. Fish and Wildlife Service e dal Commerce Department’s National Marine Fisheries Service hanno subito scatenato le proteste degli ambientalisti che definiscono le modifiche come un disastro ecologico.

L’allentamento delle regole per la tutela della fauna, adottate fin dagli anni ’70 per limitare il declino di diverse specie, è una delle mosse del tycoon per ripristinare normative che permettano di accelerare la produzione di petrolio, gas e carbone, oltre al pascolo e al disboscamento dei terreni. Secondo il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross tali “revisioni della regolamentazione sono perfettamente in linea con il mandato del Presidente di alleggerire l’onere normativo per gli americani, senza sacrificare gli obiettivi di protezione e recupero della nostra specie”. Ma conservazionisti e ambientalisti sono sul piede di guerra, pronti a portare la causa in tribunale perché, come ha sottolineato Noah Greenwald, esperto delle specie in via di estinzione del Center for Biological Diversity si tratta di “cambiamenti in grado di distruggere come un bulldozer le protezioni salvavita dell’Endangered Species Act per la fauna selvatica più vulnerabile negli Usa”. Un esempio? “Per animali come i ghiottoni e le farfalle monarca questo potrebbe essere l’inizio della fine”, ha spiegato Greenwald alla Reuters.

D’altra parte, nonostante le dure battaglie degli ambientalisti, l’amministrazione Trump ha appena revocato il divieto di utilizzo delle ‘bombe al cianuro’, usate per uccidere animali come volpi, coyote e cani selvatici. I dispositivi M-44, come sono anche chiamati, sono soprattutto usati dalle agenzie federali. Somigliano a irrigatori automatici ed emettono cianuro di sodio quando un animale rimuove l’estremità, dotata di un’esca. Il governo ne aveva sospeso l’uso l’anno scorso, quando uno di questi dispositivi aveva ferito un bambino e ucciso il suo cane, in Idaho.


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA




SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml