Due testimonial molto noti, una scelta di politica sanitaria precisa, ma non tanta voglia di diffonderla. Da ieri, lunedì 26 novembre in tv gira il primo spot a favore dei vaccini del ministero alla Salute, con protagonista il campione di pallavolo Ivan Zaytsev, a suo tempo messo in croce sui social per aver pubblicato una foto con il figlio all’uscita di un centro vaccinale. Più avanti verrà diffuso anche un video realizzato dall’astronauta Samantha Cristoforetti.

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Ebbene, il ministero ha scelto una politica sotto traccia dal punto di vista della sua comunicazione. Non sono state fatte conferenze stampa per annunciare la campagna, magari insieme ai testimonial, e nemmeno inviati comunicati per rendere nota la decisione di diffondere le pubblicità. La notizia è stata inserita sul sito istituzionale. Eppure proprio sulle campagne informative si basa una delle strategie fin da subito annunciate dalla ministra Giulia Grillo per migliorare la diffusione dei vaccini. L’obbligo, si era detto, non funziona sempre, meglio convincere. Detto questo, di recente Vittorio Demicheli, esperto del ministero per le vaccinazioni, ha detto che l’obbligo per il trivalente (morbillo, parotite e rosolia) resterà e anzi che bisogna coinvolgere i giovani adulti fino a 30 anni.

Gli spot sono stati fatti e diffusi ma probabilmente non ci si voleva esporre alle critiche di quella parte di elettorato no-vax che ormai da mesi sui social tempesta di critiche Giula Grillo ogni volta che posta qualcosa, anche su argomenti che nulla hanno a che fare con i vaccini. E da quando è apparso lo spot di Zaytsev sul sul Facebook del ministero sono piovute critiche da molti no-vax (ma anche risposte positive da chi ha apprezzato l’iniziativa) e quelle più pesanti sono state cancellate.


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Mario Calabresi
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