Io rappresentante di un fondo interessato all’acquisto della Samp? Non dico nè si e nè no». Così Vialli, frase che sa più di ammissione che di smentita. « Ferrero deciderà lui se vendere la società». A York Capital, il fondo Usa che domani a Londra incontrerà di nuovo, con Vialli, i rappresentanti della Sampdoria.

 

Quando giocava era abituato a buttare il pallone in porta. Tanti gol, con la maglia della Sampdoria. Ora invece Gianluca Vialli, almeno in questo momento, o, se ci limitiamo al caso Sampdoria e alla sua possibile vendita, in questa fase della trattativa pare essere diventato uno specialista della palla in tribuna, giusto per prendere tempo, dribblare domande scomode, possibili ostacoli e lasciare le cose come stanno. Ieri era a Milano e a margine della consegna del premio “Il Bello del Calcio”, riconoscimento a lui assegnato e intitolato alla memoria di Giacinto Facchetti, inevitabilmente ha dovuto commentare le voci che lo vorrebbero rappresentante di un fondo interessato all’acquisto della Sampdoria, fondo che ormai ha un nome, York Capital. Vialli si è espresso così, una sorta di capolavoro dialettico: «Sulla Sampdoria ho letto tante cose, mi sembra la trama di un film e scopro cose che non sapevo nemmeno io, ma fa parte del lavoro dei giornalisti. Non mi disturba e credo che il presidente Ferrero e il suo entourage stiano facendo un grande lavoro e che quando deciderà di vendere, lo farà lui. Se c’entro con il fondo interessato al club? Non dico né sì e né no. Perché qualunque cosa dica può essere usata contro di me».

Non può confermare, violerebbe il principio di riservatezza, ma nemmeno smentire, con il rischio di essere sbeffeggiato il giorno in cui la trattativa dovesse decollare e il suo nome uscisse fuori in maniera acclarata. Per cui si trincera dietro a questa formula geniale, non dico niente, potrebbe essere usato contro di me, che lascia aperto il quadro a qualsiasi congettura. Più facile invece parlare di se stesso: « Sto bene e ho ancora tanto da fare. Ho un debito verso il calcio. Tornare in nazionale? Capitasse, sarebbe fantastico. Nella vita bisogna essere pronti a tutto, anche a indirizzare a tuo favore il destino, visto che spesso ad essere determinante è il caso. Quando stavo per firmare per il Glasgow Rangers, il Chelsea cambiò allenatore e mi chiese di andare lì. Ho vinto un sacco di trofei, ma soprattutto ho incontrato mia moglie, che mi ha dato due figlie fantastiche. Credo di dovere tanto al calcio: mi ha permesso di comprarmi la mia prima macchina, la prima casa. Vorrei ripagare questo debito, in qualunque posizione mi troverò a ricoprire » . Quindi anche come presidente o manager di punta della nuova Sampdoria.

Vendita Samp, York Capital insiste in pressing su Ferrero domani altro vertice

Nei suoi discorsi ci sta tutto. Vialli è sempre stato scaltro. Ma pure tenace, come dimostra parlando della sua malattia, e ironico: « Mi immagino come sia andata: diamolo a Vialli ‘ sto premio, magari l’anno prossimo è troppo tardi. Io sto bene e tutto procede al meglio. Ce la sto mettendo tutta dal punto di vista fisico e psicologico, credo che mi dovrete sopportare ancora per tanto». In che ruolo? Vialli non dribbla l’argomento azzurro, l’offerta fatta da Gravina di diventare capo del club Italia, a cui il presidente aspetta ancora risposta. Negli ambienti federali si dice che a Vialli sia stato posto un ultimatum, sapere qualcosa entro la prossima settimana e che l’ex attaccante abbia accettato. Il motivo è semplice: domani a Londra dovrebbe esserci un nuovo incontro tra York Capital e i dirigenti della Samp. Si parla di una cena, presenti Vialli, i rappresentanti del fondo statunitense, l’avvocato Romei e forse persino Ferrero. Un vertice importante, chiamato a fare chiarezza una volta per tutte. Il presidente blucerchiato, legittimamente, chiede molto, ma ha davvero intenzione di vendere? York Capital vuole sapere soprattutto questo, poi sul prezzo c’è sempre la possibilità di mettersi d’accordo, considerando che il gruppo ha una consistenza finanziaria di 20 miliardi di dollari e il fondatore James Dinan un patrimonio personale stimato di 2 miliardi di dollari. Il problema è che York Capital ha una certa fretta, all’operazione Sampdoria vorrebbe agganciare una serie di investimenti immobiliari sul territorio, con l’acquisto di complessi e aree.

La Sampdoria, intesa come società, deve decidere. Intanto ieri ha consegnato a Vialli e Mancini una maglia con la scritta “I gemelli del gol” sulla schiena e i numeri 9 e 10. Il passato, qualunque sia il futuro, non si dimentica.


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