VENEZIA – È spuntata sulle 8.30 all’orizzonte con la sua stazza da 95 mila tonnellate, mentre le minuscole imbarcazioni a remi stavano raggiungendo il Bacino di San Marco per la Vogalonga. La tradizionale festa, nata 45 anni fa per dire basta al moto ondoso, era in programma alle 9. Quando le centinaia di barche si sono viste davanti agli occhi la gigantesca grande nave MSC Magnifica, hanno iniziato a fischiare a più non posso.  

Solo una domenica fa, il 2 giugno alla stessa ora, la MSC Opera aveva perso il controllo, schiantandosi contro la banchina di cemento di San Basilio ed evitando per un soffio lo scontro frontale con la barca fluviale River Countess. Il giorno prima Venezia aveva visto il più grande corteo di sempre manifestare contro le grandi navi: ottomila persone per la polizia locale, oltre diecimila per i manifestanti No Grandi Navi. Un successo coronato dall’ingresso degli ultimi manifestanti a San Marco.

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Insomma, il giorno della Vogalonga nessuno si aspettava di vedersi spuntare davanti agli occhi un altro bestione di quelle dimensioni, proprio il giorno in cui i motori sono vietati nei canali da un’ordinanza precisa. “È stato un paradosso” racconta il portavoce dell’evento Antonio Rosa Salva, figlio di Lallo e nipote del nonno Toni, uno dei fondatori della storica giornata che ha visto la partecipazione di ben 8000 vogatori e 2000 imbarcazioni a remi provenienti da tutto il mondo, “C’era il blocco della navigazione a motore, uscito con un’ordinanza del Comune” spiega Rosa Salva “Per fortuna il colpo di cannone che ufficialmente dà inizio alla Vogalonga è alle 9 e le imbarcazioni stavano ancora arrivando. Poi la giornata è proseguito nel migliore dei modi, ma i vogatori, quando hanno visto la grande nave, hanno iniziato a fischiare”.

In Bacino San Marco risuonava la stessa sirena della settimana scorsa, suono che ha allarmato molti cittadini. La MSC Magnifica è comunque passata, in mezzo alle barche che hanno fatto sentire la loro voce. La Capitaneria aveva previsto che le grandi navi in programma ieri, entrassero tutte entro le 8, ma all’ultimo ha posticipato alle 8.30, permettendo alla MSC Magnifica di entrare e di raggiungere le altre tre navi crociera già ormeggiata alla Stazione Marittima. Il passaggio è stato vissuto come uno schiaffo, ma non ha rovinato la giornata che si è svolta percorrendo a remi 30 chilometri di laguna, senza l’ombra di nessun motore.

Per quanto riguarda l’incidente invece la Procura ha aperto un fascicolo. Attualmente sono iscritti nel registro degli indagati sette persone. Sul tavolo del Governo tre progetti sono allo studio del ministro dlel Infrastrutture Danilo Toninelli: uno a Chioggia, due al Lido. Comune, Regione e le compagnie di crociera vedrebbero invece Marghera come soluzione, ipotesi che non ha ancora un progetto e che implicherebbe uno scavo importante del canale Vittorio Emanuele.

Intanto il prefetto Vittorio Zappalorto ha annunciato di voler denunciare gli attivisti che hanno concluso il corteo in piazza San Marco, dove dall’assalto dei Serenissimi del 1997 è vietata ogni manifestazione. La foto storica del movimento No Grandi Navi con la Basilica sullo sfondo, è stata scatta quando la protesta era finita e il cordone delle forze dell’ordine si era sciolto. La “presa” di San Marco era stata chiesta da giorni. Prima il prefetto aveva detto no, poi nel corso della manifestazione aveva concesso l’arrivo alle due colonne della Piazza, ma a quel punto moltissimi veneziani hanno chiesto di entrare ed è iniziata una lunga trattativa con la polizia, gestita nel migliore dei modi. Quando il cordone a fine manifestazione si è sciolto, gli attivisti sono entrati per uno scatto in quella San Marco piena di turisti che resta pur sempre la Piazza dei veneziani.


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