ROMA – Aumentano le morti di parto, dilagano malattie come morbillo e difterite facilmente arginabili con i vaccini, insicurezza alimentare e malnutrizione infantile mietono vittime tra i più piccoli. In un momento di caos politico ed economico, la popolazione venezuelana sta pagando il prezzo più alto e il braccio di ferro tra i contendenti del potere sta piegando le fasce più vulnerabili. I numeri sono a dir poco preoccupanti. Basti pensare che tra il 2008 e il 2015 è stato registrato un solo caso di morbillo mentre da giugno 2017 ne sono stati segnalati oltre 9.300 casi, di questi 6.200 confermati.

Dov’è l’Onu? A latitare, in tale scenario sono le Nazioni unite che stando al rapporto pubblicato da Human rights watch assieme ai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health dovrebbero agire per arginare l’emergenza umanitaria in atto nel paese, l’unico in tutto il Sudamerica che ha visto tornare il numero delle morti infantili Ai livelli degli anni ’90. 

“Non importa quanto duramente provino, le autorità venezuelane non possono nascondere la realtà – afferma Shannon Doocy professore associato presso la Johns Hopkins -Il sistema sanitario venezuelano è in completo collasso. Abbiamo bisogno che l’Onu eserciti un ruolo di leadership per aiutare a porre fine a questa grave crisi e salvare vite umane”.

Malnutrizione. Stando ai numeri della Fao, in due anni dal 2015 al 2017 il numero dei venezuelani malnutriti è aumentato del 7% passando dal 5 al 12%. A destare preoccupazione è anche l’esodo massiccio della popolazione che sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari dei paesi di arrivo.  “Dal punto di vista tecnico – spiega Paul Spiegel direttore della John Hopkins center – il Venezuela sta affrontando una complessa emergenza umanitaria; se il segretario generale delle Nazioni Unite non lo riconosce ufficialmente, molto probabilmente non ci sarà quel coinvolgimento su vasta scala necessario per affrontarla”.

Una responsabilità. La reticenza del governo ad accettare aiuti umanitari sta mettendo in serie difficoltà alcune istituzioni necessarie a garantire la sussistenza della popolazione e, stando a quanto letto nel rapporto, ne aumenta le responsabilità nell’individuazione di una soluzione efficace che ponga fine alle sofferenze della popolazione. 

L’esortazione contenuta nel rapporto e rivolta al segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres è di riconoscere lo stato di emergenza che contribuirebbe a sbloccare la mobilitazione di risorse sufficienti per affrontare i bisogni urgenti del popolo venezuelano. Inoltre è necessario richiedere alle autorità venezuelane di concedere al personale delle Nazioni Unite pieno accesso ai dati ufficiali su malattie, sicurezza alimentare e nutrizionali in modo che possano effettuare una valutazione dei bisogni umanitari indipendente e completa dell’intero ambito della crisi a livello nazionale.


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