VERONA – -Il cappellino con la visiera abbassata sul viso scavato, mascherina che toglie quando comincia la partita, un evidente cerotto che spunta dalla maglietta d’ordinanza, dimagrito visibilmente, Sinisa Mihajlovic torna dopo 44 giorni dal suo annuncio shock. L’attenzione dei media è tutta per lui, Giusto così. il calcio, non solo il suo club, tifa per il serbo di Vukovar. Il Bologna sembra ricevere il messaggio e gioca come vuole Mihajlovic, con personalità. D’altronde il Verona di Juric arriva al via con tante assenze di peso.
La partita la fa il Bologna, dopo che Dawidowicz, pilone difensivo polacco, cede sull’assalto dinamico di Orsolini e gli rovina addosso. Minuto 13′: l’arbitro Giua non ha dubbi, rigore ad espulsione. Juric toglie l’ottimo Zaccagni   per riequilibrare la sua difesa con Bocchetti. Sansone trasforma.

Comincia una partita bis, il Bologna tiene il campo con autorevolezza, Soriano pescato da Denswil ritarda il contrasto e si fa deviare in angolo il sinistro fondato da un ottimo Silvestri.
Il Verona traballa, aspetta l’occasione. Che arriva. E’ un regalo del Bologna, un’ingenuità di Sasnone, un passaggio indietro, Poli sgambetta Kumbulla, punizione. Veloso sa bene che è una delle uniche chance e la trasforma con una magistrale punizione, che passa sopra la barriera. 1 a 1.
Torna a spingere il Bologna, Soriano molto attivo a destra dove Soriano trova la testa di Orsolini, incornata sopra la traversa e questo dopo che Silvestri ha risposto bravamente su un tentativo dalla lunga di Palacio.

ùNella ripresa, il Bologna schiaccia il Verona che si difende dal limite dell’area, il possesso palla è la nota che dice che… si gioca a una porta sola (77 per cento contro il 23 gialloblù). Il Verona però toglie all’ospite le linee di passaggio, Palacio cala, Mihajlovic gioca la carta del doppio centravanti, Destro e Santander, non prima di aver provato il paraguagio insieme a Palacio spostato all’ala; ma non arrivano i necessari rifornimenti aerei, Orsolini cerca rifiniture che esaltano Silvestri in presa alta, nonostante le due torri i traversoni lasciano a desiderare. Il bengodi invece si accende per la generosità dell’olandese di origine marocchina Amrabat, che – con le sue progressioni generose – fa respirare la difesa e conquista la platea. Alla fine l’impressione è di due punti persi dal Bologna più che un utile pareggio esterno. L’emozione maggiore per tremila tifosi ospiti è l’abbraccio con il tecnico, il cui coraggio non è bastato. Buona la direzione di Giua.  
 
 VERONA: Silvestri – Rahmani, Kumbulla, Dawidowicz, Faraoni – Henderson, Veloso, Lazovic – Zaccagni (dal 16′ Bocchetti), Verre (48′ Amrabat), Tutino (dall’87’ Gunter). All. Juric
BOLOGNA: Skorupski – Tomyasu, Danilo, Denswil, Dijks – Poli, Kingsley (dal 77’Dzemaili), Soriano – Orsolini, Palacio (71′ Destro), Sansone (54′ Santander). All. Mihajlovic
ARBITRO: Giua
RETI: 15′ Sansone (rig.); 37′ Veloso
NOTE: Espulso Dawidowicz per fallo da ultimo uomo; ammoniti: Henderson, Destro, Denswil, Dijks. recupero: 2′ e 4′.

 


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Carlo Verdelli
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