VERONA. A Venezia i tuffi nel Canal Grande, a Verona le scritte d’amore nel cortile più famoso del mondo. E’ quello della casa di Giulietta, edificio del ‘300 in stile gotico con il balcone reso celebre dalla tragedia di Shakespeare. Due milioni di turisti l’anno arrivano da ogni parte del continente anche per fare una foto ricordo, pensando all’amore impossibile di Romeo e Giulietta. Bacio, selfie e scritta con pennarello indelebile. La “Casa di Lei” si trova in pieno centro, in via Cappello, a pochi passi da piazza Erbe. Da qualche tempo a questa parte la superficie a disposizione dei turisti per lasciare cuori e frasi d’amore non è più sufficiente. Non bastano i pannelli rimovibili in compensato messi qualche anno fa per evitare che la pietra grezza della facciata venisse irrimediabilmente rovinata. Amanti da tutto il globo, gli stessi che hanno reso Verona universalmente riconosciuta come la città degli innamorati, ora hanno iniziato a scrivere sui muri di via Cappello.

Così, basta fare una passeggiata per addentrarsi in un percorso scandito da vetrine di negozi e pareti fittissime di scritte: “Davide e Chiara”, “Carola y John”, “James and Betty”, “Manfred und Gertrud”,  poi una sfilza di iniziali nei cuoricini come “A + C”, “D + E” e, perché no, anche qualche pallina di chewing gum ormai indurita a puntellare altri cuori e altri fiocchi. La città di Romeo e Giulietta di questi autografi d’amore ne ha fatto un simbolo, al punto che sono recensiti persino su TripAdvisor. Ma ora l’usanza sta sconfinando nello sfregio. I muri di via Cappello sono diventati un’alternativa quando il cortile è chiuso nei giorni di riposo, durante i lavori di manutenzione o nelle ore notturne. I commercianti vivono questa situazione con una certa insofferenza, e infatti qualcuno ha preso carta e penna e ha deciso di denunciare lo scempio.

“Questa strada è terra di nessuno, totale anarchia”, sbotta Davide Albertini, commerciante titolare del marchio Giuliettaverona al civico 10/B di via Cappello. Il suo negozio si trova proprio di fronte alla casa di Giulietta, di conseguenza questo “spettacolo” ce l’ha sotto gli occhi ogni giorno. “Ciò che mi fa arrabbiare sono le risposte che mi danno quando li fermo con il pennarello in mano – racconta – quelli sono convinti che sia un loro diritto scrivere sui muri del centro storico di Verona. Come dire: è la città degli innamorati e quindi va bene tutto. Hanno iniziato a mettermi persino i lucchetti sulla serranda, come a Ponte Milvio a Roma. Non ne possiamo più”. Albertini ha mandato una mail molto dettagliata al Comune e anche al comandante della polizia municipale, il quale ha risposto senza esitazione: “Chiamate in comando, li multeremo”.

Ma non è così semplice. Fare un cuore sul muro è questione di secondi. “O si beccano in flagrante o non c’è modo di fargliela pagare”, ragiona il commerciante, che sta raccogliendo numerose adesioni anche tra i suoi colleghi. Ma non sarà facile far passare questo messaggio a due milioni di turisti. I muri di via Cappello erano stati puliti lo scorso mese di dicembre, ma nel giro di un anno si sono nuovamente riempiti di scritte, gomme da masticare, persino cerotti. “Non hanno risparmiato neppure il cartello che indica la casa di Giulietta e il cestino che si trova nelle vicinanze”, protesta Albertini.

La Giunta del Comune di Verona, con la delibera del 6 agosto 2008, ha elevato a 500 euro la sanzione prevista per gli autori del deturpamento, indipendentemente dal fatto che l’edificio sia di proprietà pubblica o privata. Nel caso si tratti di monumenti storici o edifici di pregio oltre alla sanzione è prevista anche la possibilità di denunciare gli autori delle scritte. “Come se non bastasse – continua Albertini – hanno iniziato a fare lo stesso anche vicino alla Casa di Romeo, alle Arche Scaligere. E’ un edificio privato, quindi non aperto al pubblico. Ma si stanno scatenando con i pennarelli anche lì”.

Per quel che riguarda il cortile della Casa di Giulietta, è in corso da tempo un ragionamento in seno alla maggioranza del sindaco Federico Sboarina. Poiché il cortile, appunto, è inserito a pieno titolo nel percorso museale cittadino, la volontà è quella di rendere a pagamento l’ingresso. Per entrare e abbracciarsi sotto il famoso balcone, a breve, potrebbe diventare obbligatorio acquistare un biglietto. Poi chi glielo spiega che nel ticket d’ingresso non è previsto il diritto di imbrattare?


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Mario Calabresi
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