Coca-Cola e PepsiCo intendono uscire dall’Associazione dell’industria della plastica (Plastics Industry Association) che “rappresenta l’associazione di categoria più importante degli Stati Uniti e negli ultimi mesi si è opposta ai divieti sulla plastica monouso già introdotti in alcuni Stati americani”. La presa di posizione dei giganti delle bibite gassate, ricorda Greenpeace Usa cantando vittoria, arriva dopo una petizione lanciata a livello globale dall’associazione ambientalista per chiedere alle multinazionali degli alimenti e delle bevande “ogni sforzo per ridurre l’utilizzo di plastica monouso”, sottoscritta da tre milioni di persone.

“Coca-Cola e PepsiCo si sono finalmente accorte di non poter affermare pubblicamente di voler porre fine all’inquinamento da plastica e nel contempo sostenere economicamente una associazione che esercita pressioni per mantenere inalterata la nostra dipendenza dalla plastica usa e getta”, dichiara John Hocevar, direttore della campagna Oceani di Greenpeace Usa.

Greenpeace ricorda tuttavia che nessuno dei due colossi delle bevande ha ancora messo in atto una strategia di riduzione globale della plastica monouso e che “le operazioni di pulizia e catalogazione dei rifiuti in plastica condotte nelle spiagge di tutto il mondo nel 2018 hanno identificato in Coca-Cola e PepsiCo i marchi a cui era possibile ricondurre gran parte dei rifiuti raccolti”.

Da diversi anni l’ong sta portando avanti una campagna per chiedere alle grandi aziende di ridurre drasticamente il ricorso alla plastica usa e getta per confezionare i propri prodotti, adottando nuovi sistemi di consegna basati sullo sfuso e sul riutilizzo.

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Il bando europeo al monouso scatterà nel 2021, quando saranno proibiti piatti, bicchieri, cannucce e altri prodotti usa e getta in materiale plastico. Tra gli obiettivi dei Paesi Ue il raggiungimento della raccolta delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2029 e le bottiglie di plastica in materiale riciclato per il 25% entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030.

Il Regno Unito ha dichiarato già da tempo guerra alla plastica, a partire dal packaging, per la gran parte responsabile dell’inquinamento in mare (insieme alle bottigliette): Tesco, Aldi e Lidl sono solo alcune delle catene della grande distribuzione che hanno scelto di abolire gli imballaggi non riciclabili. In Svizzera la Nesquik ha annunciato di voler abbandonare la scatola gialla in favore del cartone per il riuso, Conad ha abbracciato la causa chiedendo ai produttori di adeguarsi e Parmalat è una delle aziende che ha intrapreso la strada del riciclo per le bottiglie di latte che diventeranno al 50% riutilizzate.


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