Il caso era rimbalzato su tutti i giornali: uno dei tesori palladiani, Villa Emo, costruita nel 1558 a vedelago (Treviso) e considerata una delle opere più compiute dell’artista, venduta a un magnate straniero. L’acquisto era stato ufficializzato il 28 gennaio scorso quando il consiglio di amministrazione di Banca di Credito Trevigiano, che ne aveva la proprietà dal 2004 (da quando per 15 milioni di euro la acquistò dall’ultimo erede, il conte Leonardo Marco Emo Capodilista)  ha deciso di accetterare l’offerta. Ma la venndita della villa inevitabilmente causerà un frazionamento del complesso artistico e quindi il timore era che l’Unesco, che ha risonosciuto il bene come patrimonio storico, potesse avere qualcosa da ridire. Puntuale è arrivata la lettera.

Infatti. Il World Heritage Committee dell’Unesco, l’organismo di controllo che vigila sulla corretta conservazione dei beni culturali riconosciuti patrimonio dell’umanità, ha aperto un’indagine per valutare se la vendita di villa Emo – in particolare scorporando l’antica fattoria sede della banca – garantirebbe o meno il prestigioso logo di cui si fregia la villa. La lettera, firmata dalla responsabile del settore culturale del World Heritage Centre delle Nazioni Unite per l’Europa e il Nord America, a è arrivata qualche giorno fa – come riporta la Tribuna di Treviso –  a Fiorenza Morao, coordinatrice del nuovo comitato che riunisce i soci del Credito, denominato non a caso “No VendEmo”.

Su Change.org il comitato “No VendEmo”, formato da un gruppo di soci del Credito cooperativo che erano contrati alla vendita – ora si pone diversi obiettivi. Uno è: “Impegnarsi affinché l’integrità di tutto il complesso di Villa Emo sia mantenuta. Il riconoscimento Unesco comprende in maniera unitaria villa, parco ed ex fattorie, ora sede del Credito Trevigiano. Un frazionamento finirebbe per snaturare il valore storico e culturale del bene.Chiunque sia socio del Credito Trevigiano e voglia aderire al comitato può mandare un’email all’indirizzo novendemo@gmail.com”.

Il comitato dei soci ha scelto come consulente Paolo Mazzoccato, laureato in storia dell’arte e promotore della raccolta di firme che ieri registrava 1.445 adesioni online, numero che continua a crescere.


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