ROMA – Più di 1 donna su 10, tra quelle che hanno subito una qualche forma di violenza nella loro vita (6,7 milioni), ha temuto di morire o ha temuto che a morire fossero i propri figli. In quasi la metà dei casi, i loro bambini hanno assistito direttamente a scene di estrema violenza in casa, al culmine delle quali era facile immaginare che la propria madre o loro stessi non ne uscissero vivi. Nel nostro Paese sono 427mila i minori che, solo negli ultimi 5 anni, hanno vissuto in prima persona o da spettatori situazioni di questa natura ai danni delle loro mamme.

L’evento per l’8 marzo. In occasione dell’8 marzo e per diffondere la conoscenza sui terribili effetti della violenza assistita sulla vita di migliaia di bambini e adolescenti, Save the Children organizza a Roma l’evento “Abbattiamo il muro del silenzio – La Stanza di Alessandro”, con la collaborazione della Regione Lazio e Lazio Crea. L’evento si svolgerà alle 19 dell’8 marzo, presso WeGil in Largo Ascianghi 5, a Roma, alla presenza di Lorenza Bonaccorsi, Assessore al Turismo e Pari opportunità della Regione Lazio; di Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children e di Antonella Inverno, curatrice dell’omonimo Rapporto.

Un fenomeno sottovalutato. All’iniziativa, organizzata da Save the Children, l’Ong che da 100 anni lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, si affronterà il fenomeno della violenza assistita, un fenomeno sottovalutato che non riesce ad emergere perché troppo spesso poco denunciato. I partecipanti potranno immedesimarsi completamente in Alessandro, un bambino che nella sua vita assiste regolarmente a episodi di violenza domestica. Attraverso la tecnologia di bone conductor (conduttore osseo) si potrà provare “nelle proprie ossa” l’angoscia e l’ansia di un minore che assiste a violenze nella propria casa.

Se la casa che diventa luogo di ansie e paure. “Per i bambini la casa dovrebbe rappresentare un luogo dove crescere e sentirsi al sicuro. Purtroppo per molti di loro invece, le mura domestiche si trasformano in fonte di ansia e paura. I piccoli che assistono a violenze in casa propria, sono più fragili rispetto ai coetanei e sviluppano spesso depressione, attacchi di panico, comportamenti asociali o aggressivi. Inoltre, tra le conseguenze più dirette della violenza assistita c’è anche quella che riguarda il rendimento scolastico, purtroppo più basso per quei bambini e adolescenti che assistono a violenze in casa e che potrebbe pregiudicare il loro futuro. Una piaga quella della violenza assistita ancora troppo sottovalutata in Italia e che, invece, bisogna far emergere attraverso una rete di supporto alle donne e ai bambini vittime di violenza” afferma Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Brutalità anche sulle donne in gravidanza. Sono più di 1,4 milioni le mamme vittime di violenza domestica in Italia, come riporta il dossier di Save the Children. Di queste, 1 su 3 è stata vittima di violenza durante la gravidanza. Eppure, sottolinea l’Organizzazione, il fenomeno rimane ancora sommerso, come evidenzia il dato delle 550.000 donne che non hanno mai denunciato i loro aggressori o non si sono mai rivolte a strutture specializzate. Nel 57% dei casi le violenze vengono percepite come “qualcosa di sbagliato”, ma non un reato da denunciare.

Il fondo della Regione Lazio per le vittime di femminicidio. “Il sostegno alle vittime di violenza, alle bambine e ai bambini orfani di femminicidio – dice Lorenza Bonaccorsi, assessore al Turismo e Pari opportunità della Regione Lazio –  è parte integrante delle politiche di pari opportunità che, assieme al presidente Zingaretti, stiamo portando avanti per contrastare il fenomeno della violenza maschile contro le donne. La nostra è una politica complessiva, trasversale e multidisciplinare che intende affrontare il fenomeno della violenza di genere con azioni e risposte efficaci. Per questo – ha aggiunto – siamo stati tra i primi in Italia a stanziare un fondo specifico per garantire un aiuto concreto agli orfani delle vittime di femminicidio. Per il 2019 continueremo ad operare su diversi ambiti, ampliando la rete dei servizi regionali con l’apertura di nuovi centri antiviolenza e case rifugio”.

L’Installazione “La Stanza di Alessandro”. Sarà possibile visitare l’installazione immersiva presso WeGil di Largo Ascianghi 5, a Roma, venerdì 8 marzo, dalle 19 alle ore 23; sabato 9 e domenica 10 marzo dalle 11 alle 19. Per partecipare è necessario utilizzare il seguente link. Considerata la sensibilità dei contenuti, la visita dell’installazione è sconsigliata ai minori di 18 anni. L’installazione immersiva è stata ideata dall’agenzia di comunicazione The Embassy, in collaborazione con ECCETERA, BC TODAY e con il coinvolgimento degli studenti della “Scuola Politecnica di Design”.

Lo “Spazio Mamme” a Torre Maura. L’evento di sensibilizzazione di Roma rappresenta anche l’occasione di lancio del “Punto di Ascolto” all’interno dello Spazio Mamme del Punto Luce nel quartiere di Torre Maura. Il Punto di Ascolto, realizzato in collaborazione con l’associazione Antropos, darà alle mamme l’opportunità di confrontarsi con personale esperto, sui temi della genitorialità e ricevere anche orientamento e supporto personalizzato. Lo spazio sarà aperto entro fine marzo con accesso gratuito a cadenza settimanale. Questo nuovo intervento si inserisce nell’ambito delle attività programmatiche con cui Save the Children sostiene le donne e i loro figli, soprattutto se in condizione di fragilità, durante la gravidanza e subito dopo la nascita di un bambino, promuovendo la loro capacità di cura e supportandole nella costruzione di percorsi di autonomia e di fuoriuscita da ogni forma di disagio. L’Organizzazione è impegnata nell’attività di supporto attraverso gli Spazi Mamme e la “Comunità Germogli” in Piemonte, affiancata dalla Fondazione De Rossi.
 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/solidarieta/rss2.0.xml