La bara bianca ha attraversato il centro di Vittoria ed è entrata nella chiesa di San Giovanni Battista circondata da una folla immensa. L’ultimo saluto ad Alessio, il ragazzino di 11 anni ucciso dal suv guidato da Rosario Greco, è uno strazio collettivo. “Tutti noi qui proviamo un sentimento di affetto nei confronti di Alessio. Ho pianto quando ho sentito della sua morte”, ha detto il vescovo di Ragusa Carmelo Cuttitta celebrando il funerale. 

Sul sagrato c’era il go kart, il casco e la batteria che tanto amava, la giovane vittima travolta giovedì sera, assieme al cuginetto Simone, morto questa mattina all’ospedale di Messina.

“Il pianto è necessario, è un pianto d’amore, che deve trasformarsi in una gioia grande perché Alessio entrando nella case del Padre continua a vivere in eterno – è l’omelia del vescovo – I legami non si rompono, rimangono sempre forti. Noi vogliamo che Alessio dal cielo ci possa guardare, ci guarderà uno per uno. Sono certo che nella sua giovane età ha fatto tante belle cose, molte me le hanno raccontate persone che questa mattina arrivavano qui”.

Al funerale tanti ragazzini del Grest della provincia, i compagnetti di scuola e tanti cittadini stravolti per quanto successo in via IV Aprile. C’erano pure i commissari che attualmente gestiscono il comune di Vittoria, sciolto per mafia lo scorso anno, che hanno proclamato il lutto cittadino. 

“Alessio, arrivederci. Nella città di Vittoria nasca un’opera nuova con il suo nome”, ha concluso il vescovo Cuttitta, raccogliendo un lungo applauso. 

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“Voglio dire una cosa a tutta l’Italia: chiedo giustizia. Non si può andare avanti così, per me non era un bambino era tutta la vita. Anche per sua mamma che lo ha partorito. Questo dolore non possiamo dimenticarlo, noi per questo dolore dobbiamo lasciare anche la casa perché non ce la facciamo. Chiedo giustizia”, ha detto il padre dal pulpito, prima di baciare la bara.

Il vescovo ha saputo della notizia della morte di Simone, il cuginetto di Alessio,  quando la bara era ormai sul sagrato. Lo ha comunicato e ha fatto l’eterno riposto. Poi sono volati i palloncini bianchi in aria.


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